Vetrine di Libertà - La Libreria delle donne di Milano, ieri, oggi

01 apr 2019
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06 giu 2019
  • Dove: Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano
  • Quando: 1. apr 2019, 18:30 - 6. giu 2019, 19:00
  • Cosa: Mostra
vetrine

Alla Fabbrica del Vapore di Milano, dal 1 aprile al 6 giugno, mostra di 40 artiste contemporanee dal nome "Vetrine di Libertà". Alla mostra partecipano due artiste norvegesi: Ina Otzko e Tori Wrånes.

"L’arte non è universale perché supera la differenza tra uomini e donne, ma perché la rappresenta attraverso l’ineliminabile movimento tra chi crea e chi guarda”, scrive Francesca Pasini in catalogo. Le opere delle artiste esposte dal 2015 in una delle vetrine della Libreria (la Quarta) insieme a   quelle donate nel 1975, da un lato, restituiscono la storia che è parte integrante della mostra con una serie di incontri culturali e politici. Dall’altro, intrecciandosi con la pratica della Libreria, mostrano che la libertà delle donne è venuta al mondo. È in atto un cambio di civiltà di cui l’arte, a partire dalla preistoria, è figura reale, simbolica, metaforica.

La Libreria delle donne di Milano è nata nel 1975 con il sostegno economico di Carla Accardi, Valentina Berardinone, Nilde Carabba, Dadamaino, Lucia Pescador, che hanno donato le loro opere. In mostra ci sono quelle di Accardi e Berardinone, prestate da collezionisti che le avevano acquistate allora.A libreria aperta, con Lea Vergine, è stata ideata una cartella di grafiche di Carla Accardi, Mirella Bentivoglio, Valentina Berardinone, Nilde Carabba, Tomaso Binga, Dadamaino, Amalia Del Ponte, Grazia Varisco, Nanda Vigo. La cartella accompagnata dai testi di Lea Vergine e delle artiste è presente in mostra e in catalogo. Ieri e oggi la politica, l’arte, la filosofia, la letteratura continuano ad essere al centro dell’attività della Libreria.

La mostra alla Fabbrica del Vapore è un momento della travolgente apparizione di donne artiste in tutto il mondo. Quest’apparizione ha fatto nascere un più forte desiderio di vedere e conoscere le artiste della fine degli anni ’60, le cui opere, soprattutto negli Usa, hanno preceduto e accompagnato in tutto il mondo la presa di parola delle donne, che chiamiamo femminismo. E contemporaneamente “fa vedere nell’opera un soggetto messo al mondo da donne o uomini e non più da un artista neutro” (Pasini). Alla Fabbrica del Vapore, un book shop, gemello di quello di via Pietro Calvi 29, offrirà una selezione di titoli di ieri e oggi della Libreria.